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«Serata d'Oriente»

Cena e spettacolo con i sapori arabi

29 gennaio 2010

 

La cucina araba

La cucina araba è molto ricca e varia, così come profondamente diversi sono i paesi che appartengono al mondo arabo. Per comodità possiamo dividere questo mondo in tre grandi regioni: il Mashreq, l'Oriente che comprende l'Arabia Saudita, gli Stati del Golfo, lo Yemen, l'Irak, la Siria, il Libano, la Palestina, la Giordania e il Maghreb, l'Occidente, che comprende il Marocco, l'Algeria, la Tunisia, la Libia, senza dimenticare Sudan ed Egitto che in un certo senso collegano l'Occidente all'Oriente. Ogni regione esprime nella cucina le sue tradizioni ed il suo passato. Nell'Arabia Saudita il montone arrostito deriva chiaramente da una civiltà beduina dedita alla pastorizia e al nomadismo. Le "Kafta" sono polpette di carne, aromatizzate con le spezie che gli Arabi introdussero nei loro commerci nel Mediterraneo; zafferano, cumino, cardamomo, cannella ricordano l'intensa attività commerciale di un tempo. I dolci, raffinatissimi a base di mandorle e miele, aromatizzati con essenze deliziose come la rosa e il fiore d'arancio evocano i racconti delle Mille e una notte. I fiori d'arancio sono inoltre tuttora utilizzati in alcuni paesi arabi per aromatizzare l'acqua che servirà alla preparazione di altri piatti. La cucina araba più vicina a noi è senza dubbio quella marocchina. Alcune ricette e alcuni metodi di cucinare hanno origini millenarie. La storia conosciuta di questa antica tradizione risale a 2000 avanti Cristo e la prima relazione scritta l'abbiamo da Plinio il Vecchio. Il piatto più conosciuto è il couscous. Questo piatto, si deve far risalire ai Berberi, il popolo che abitava il Maghreb prima della conquista araba. Il couscous è una semola, spesso ancora fatta a mano; la cui preparazione richiede abilità e pazienza. Ricordiamo anche il "tajine", piatto a base di carne o pesce che prende il nome dalla particolare pentola in terracotta in cui viene cucinato.

 

La danza orientale

La danza orientale o danza del ventre è una danza antichissima risalente alle danze sacre del periodo mesopotamico, come adorazione della dea Ishtar, dea della terra. Il termine “danza del ventre”, in inglese “Belly Dance” non è quello originale arabo, bensì è la denominazione data dai viaggiatori occidentali che si recavano per la prima volta nei paesi mediorientali e che rimasero affascinati dai movimenti ondulatori tipici delle danze tradizionali arabe legati agli antichi significati della fertilità e del culto del sacro. Con il tempo la danza ha perso la sua principale connotazione mistica, diventando parte dell'ambiente culturale dei popoli che hanno avuto modo di esserle a contatto. L'elemento più affascinante è che nella cultura araba, a differenza dell'occidente, la danza tradizionale non ha mai smesso di essere simbolo di grande orgoglio per le genti.
La danza orientale è oggi oggetto di studi approfonditi da parte di maestri e professionisti, è una delle discipline più diffuse tra le donne di tutto il mondo e soprattutto in occidente lo spettacolo di danza orientale è giunto a livelli molto alti.

 

Menù

Barracuda (Bevanda a base di frutta)

Mechouia (Insalata di tonno e ortaggi)

Kafteji (Piatto a base di verdure e uova)

Guenaoia (Pollo in corona di verdure con salsa piccante)

Couscous

Tajine (Torta di carne e formaggio)

Spezzatino orientale con uva sultanina

Samsa (Fagottino di mandorle e spezie)


The e Caffè orientali

 

Elaborazioni culinarie dello Chef Martino Belliscioni
in collaborazione con
Rhida Kadiri

 

Organizzazione e Spettacolo
in collaborazione con

Centro Studi Danza L’Arabesque di L’Aquila
e la EuroSperimentalFilm

 

 

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